QUINSAI
VOCI
E SUONI DALLE CITTÀ INVISIBILI DI ITALO CALVINO
Federico Bario, la voce
Mirella Morelli, la voce
Maurizio Aliffi, la chitarra
Lello Colombo, i sassofoni tenore e soprano
Fausto Tagliabue, le percussioni
Maurizio Vitali, il pianoforte
Quinsai è la città visitata più volte da Marco
nelle sue ambascerie per conto di Kublai Khan.
Ultima della dinastia Song, è descritta dal veneziano come “la
più nobile e più ricca città del mondo”.
“Quando i forestieri ritornano a casa dicono di essere stati a
Quinsai, cioè nella città del cielo, e non vedono l’ora
di potervi ritornare di nuovo”.
Quinsai, città sull’acqua, si dice abbia dodicimila ponti
e sia attraversabile per strade e canali “così larghi e
grossi che vi possono passare comodamente, portando le cose necessarie
agli abitanti, e carri e barche”.
Nelle sue descrizioni Marco racconta di “piazze riboccanti di
uomini, di mercanti (…) ove si spaccia ogni cosa”, evoca
i quartieri del piacere con le cortigiane, quelli dei medici, degli
astrologi, degli artigiani, ricorda la magia delle gite in barca e dei
banchetti, il sollazzo del vino e del bel vedere.
Più che per qualunque altra città il suoi narrare si veste
qui di nuovi accenti, di colori e profumi poetici da cui traspare l’amore
per questa città “incantata”.
Quinsai è un punto di partenza e di ritorno, compendio e specchio
delle città invisibili di Italo Calvino: Venezia.
La piazza
Despina
Valdrada
Raissa
Il viandante
Zemrude
Adelma
Ipazia
La linea dell’arco
Procopia
Armilla
Venezia
L’atlante cantato
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