Fausta Finzi: "Varcare la soglia"
- a cura di Federico Bario e Marilinda Rocca -
ediz. Istituto Lecchese per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Età Contemporanea, Lecco, 2003 - pp. 198

 

Fausta Finzi: "A riveder le stelle"
- a cura di Federico Bario e Marilinda Rocca -
prefazione di Frediano Sessi
Paolo Gaspari editore, Udine,
2006

 


Fausta Finzi, ebrea milanese nata nel 1920, fu arrestata insieme al papà Edgardo il 22 aprile 1944, deportata a Fossoli e successivamente in Germania, nel lager femminile di Ravensbrück. Mentre il padre morì nella camera a gas di Auschwitz-Birkenau al suo arrivo, il giorno 6 agosto 1944, Fausta rimase internata per 265 giorni fino all’evacuazione del campo il 28 aprile 1945.
Nei giorni immediatamente successivi alla liberazione, quando era in attesa di essere rimpatriata, Fausta Finzi stilò a matita un diario che rappresenta una cronaca puntuale della “marcia della morte” cui lei e le sue compagne di sventura furono costrette e che - tra SS, russi e civili in fuga - la condusse da Ravensbrück sino a Lubecca.
Rientrata in Italia, si è chiusa per sessant’anni in un silenzio ostinato, rotto soltanto dalle due testimonianze audiovisive concesse nel 1996 al Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano e nel 1998 alla fondazione Survivors of the Shoah di Steven Spielberg.
Poi, nell’anno 2000 Fausta Finzi rilasciò una videointervista alla Commissione Cultura del Comune di Verderio Superiore e, in occasione della Giornata della Memoria del 2002, affrontò per la prima volta il pubblico di Vimercate e, poco dopo, quello lecchese nell’ambito della mostra “La Memoria”. Da quest’ultima esperienza ha preso corpo, su iniziativa dei curatori, il progetto di dare alle stampe il diario della marcia; in seguito alla pubblicazione del primo libro di memorie, Varcare la soglia (ediz. ISMLEC, Lecco, 2003), Fausta Finzi è stata protagonista di innumerevoli incontri pubblici in scuole medie inferiori e superiori, biblioteche, enti culturali.

Con il nuovo volume A riveder le stelle la Finzi consegna ora alla nostra memoria una testimonianza singolare dove il “tempo di oggi”, con il resoconto tardivo della propria prigionia e le riflessioni sul significato più intimo di tale esperienza, si somma al “tempo di allora” fermato nel diario del 1945.
Il libro è corredato da una prefazione dello storico Frediano Sessi, da un saggio di Federico Bario sulla difficoltà di essere testimone con, raccolte in nota, dettagliate informazioni sulla “fabbrica dello sterminio”, e da uno di Marilinda Rocca sulla scrittura, o meglio sulle scritture di Fausta Finzi.
Come diceva il poeta Mallarmé, «il mondo esiste per giustificare un libro». A riveder le stelle si propone di ridare voce e dignità ad una donna che ha saputo affrontare ogni azzardo senza mai perdersi d’animo; Fausta Finzi che, con tranquillità, lucidità ed autoironia, racconta il senso di una vita che finalmente ha recuperato la memoria, ci appartiene: è parte integrante di quel lato gioioso di noi, e dell’Ebraismo, che riesce a scovare anche nelle ceneri disperse la scintilla destinata ad illuminare la testimonianza.

Federico Bario e Marilinda Rocca

 
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