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"LIKE
A ROLLING STONE"
Frammenti da una distruzione
New York, 11 settembre 2001
di Federico Bario
orazione civile per voci suoni e rumori liberamente astratta da
testi di autori vari
Federico
Bario, la voce narrante
Marisa Perrelli, la voce narrante
Maurizio Aliffi, le chitarre
Luigi Crippa, la chitarra basso
Mauro Gnecchi, le percussioni |
Ground
Zero, luglio 2008 - foto di Carol Frank |
Da
una delle torri in fiamme del World Trade Center di New York l’11
settembre 2001, poco prima delle dieci, un uomo esce camminando come
un automa e stringendo nella mano destra una valigetta che non gli
appartiene.
Il mondo tutto intorno è profondamente ferito, sconvolto, mutato.
Qualcuno ha dichiarato guerra alla sua vita di tutti i giorni; qualcuno
che afferma di agire nel nome di un dio distruttore.
Il paesaggio ha i colori e i suoni della catastrofe. Niente sarà
più come prima. Ci sono i morti; e c’è un’esistenza
a pezzi alla quale si vorrebbe ancora dare un senso; ma in che modo?
Con chi si può provare a parlare, confrontarsi, cercare di
capire se non con un’altra persona che è sopravvissuta
alla medesima tragedia?
Lo sguardo cade sulla valigetta. |
A Bob
Dylan, Emily Dickinson,
T.S. Eliot,
Don De Lillo, Leonard Cohen, Spike Lee,
Simon & Garfunkel e alle voci degli innumerevoli sommersi che soffiano
nel vento.

Video di presentazione Like a Rolling Stone
(formato WMV - 25 Mb)
La
Memoria. Occorre ricordare che in meno di due ore tutto
è cambiato sulla terra
11
settembre 2001, ore 8.46: il volo American Airlines 11 colpisce
la torre nord del World Trade Center di New York; ore 9.03: mentre
le telecamere inquadrano l'incendio che si sviluppa sulla prima
torre, il volo United Airlines 175 si disintegra contro la seconda
torre, quella sud; ore 9.37: il volo American Airlines 77 si schianta
contro il Pentagono; ore 9.59: la torre sud, la seconda ad essere
colpita, collassa su se stessa; ore 10.03: il volo United Airlines
93 precipita al suolo in Pennsylvania; ore 10.28: crolla anche la
torre nord
I
sopravvissuti. La testimonianza non risiede solo nell'immagine
della catastrofe, ma nelle voci vive che si cercano
...la
gente legge poesie. Leggono poesia per alleviare lo shock e il dolore,
per ritagliarsi una specie di spazio, un po' di bellezza nel linguaggio,
per trovare conforto e riacquistare il controllo. Io di poesia non
ne leggo. Leggo i giornali. Mi immergo nelle pagine. E mi arrabbio,
e mi sento impazzire...
...c'è anche un altro approccio possibile, ovvero studiare
il problema. Assumere un distacco e valutarne i singoli elementi,
con freddezza. Con chiarezza, se possibile. Senza lasciarsi demolire.
C'è l'evento, il fatto specifico. Misurare quello. Lasciare
che ci insegni qualcosa. Vederlo. Porsi sullo stesso piano...
...poi
vide una camicia scendere dal cielo. Camminando la vide scendere,
agitava le braccia come nulla in questa vita. |
Intervista
a Federico Bario, da "Affari Italiani" - gennaio 2010 |