da "Il Ponte" 1/2006    Periodico di informazione, organo della giunta del Comune di Moltrasio

GIORNATA DELLA MEMORIA

La commemorazione della giornata della memoria non è soltanto un atto dovuto alla storia, ma la ricorrente
necessità di trasmettere, soprattutto ai giovani, il ricordo di un tragico evento accaduto nel secolo della tecnologia e della consapevolezza, nel secolo del trionfo della scienza, nel secolo più “civile”, tra i popoli che tale “civiltà” avevano espresso.
In quella stessa Europa fiorente che oggi si erge a modello sulle culture altre, ma che proprio per questo tende a dimenticare la parte più vergognosa del proprio passato. Quello che è definito ‘revisionismo’ oggi non è più un fenomeno legato a pochi intellettuali nostalgici o schierati, ma un uso costante e subliminale degli strumenti di massa, non tanto in nome del ripristino del nostro buon nome, quanto per rendere più agevole il processo di mercificazione globale che permea questo nostro concetto di alta civiltà.

Chi ha assistito alla piéce teatrale messa in atto dalla compagnia diretta da Federico Bario presso la sala civica della Biblioteca, probabilmente è rimasto colpito proprio dall’attualità dolorosa che quei ricordi possono trasmettere.

Liberamente tratta da ‘Il canto del popolo ebreo massacrato’ di Yitzhak Katzenelson, la rappresentazione ha introdotto gli spettatori nello scomodo orrore di quella storia che, ci piaccia o no, è anche la nostra. E l’emozione di questa scoperta, più che del drammatico racconto, ha davvero lasciato annichiliti i presenti.

Yitzhak Katzenelson, poeta, fu il cantore del Ghetto di Varsavia e della sua tragedia.
Nel maggio del 1943 fu preso dai tedeschi e inviato al campo di Vittel insieme al figlio diciottenne.
Sua moglie e i due figli minori erano già stati assassinati nell’agosto 1942. Nel 1944 il poeta Katzenelson, col figlio e altri 173 ebrei, fu deportato ad Auschwitz dove tutto il gruppo venne immediatamente sterminato nella notte del 30 aprile.

Grande professionalità e grande capacità di coinvolgimento hanno dimostrato tutti i componenti della compagnia Fabrica Bonaventura: Federico Bario, autore, regista e voce narrante, Mirella Morelli, voce narrante e canto, Giovanni Ripamonti, musiche e tastiere, Luigi Crippa, chitarra elettrica, Mauro Gnecchi, percussioni.