"IL CANTO DI ISACCO"
di Federico Bario

LIBERAMENTE TRATTO DA IL CANTO DEL POPOLO EBREO MASSACRATO
DI YITZHAK KATZENELSON, VARSAVIA 1943

Federico Bario, la voce narrante
Mirella Morelli, la voce narrante e il canto
Giovanni Ripamonti, le musiche e le tastiere
Maurizio Aliffi, chitarre e strumenti a corda
Luigi Crippa, il contrabbasso
Mauro Gnecchi, le percussioni

 

Davanti al "cantare" di Isacco Katzenelson ogni lettore non può che arrestarsi turbato e reverente.
Non è paragonabile ad alcuna opera nella storia di tutte le letterature: è la voce di un morituro, uno
fra centinaia di migliaia di morituri, atrocemente consapevole del suo destino singolo e del destino
del suo popolo. Non del destino lontano, ma di quello imminente: Katzenelson scrive e canta nel
mezzo della strage, la morte tedesca si aggira intorno a lui, ha già compiuto il massacro più che a
metà ma la misura non è ancora colma, non c'è tregua, non c'è respiro; sta per colpire ancora e
ancora, fino all'ultimo vecchio e all'ultimo bambino, fino alla fine di tutto. (...)

Primo Levi

 
PROLOGO da "Notte e nebbia" di Alain Resnais, Francia 1956
IO SUONO
IL FOCOLARE DISTRUTTO
IL RABBINO
VIA MILA
RICORDI?
VAGONI
SPARI
LA FINE
AI CIELI

Palcoscenico o sala con spazio scenico di circa m.6x5 attrezzato di impianto di luci.

In alternativa è possibile rappresentarlo in uno spazio con luce naturale.

Il gruppo è autonomo per quanto riguarda l'impianto audio


"Il canto di Isacco"è stato proposto per la prima volta in occasione della Giornata della Memoria del 2006.