Fausta Finzi, ebrea milanese nata nel 1920, fu arrestata insieme al papà Edgardo il 22 aprile 1944, deportata a Fossoli e successivamente in Germania, nel lager femminile di Ravensbrück. Mentre il padre morì nella camera a gas di Auschwitz-Birkenau al suo arrivo, il giorno 6 agosto 1944, Fausta rimase internata per 265 giorni fino all’evacuazione del campo il 28 aprile 1945.
Nei giorni immediatamente successivi alla liberazione, quando era in attesa di essere rimpatriata, Fausta Finzi stilò a matita un diario che rappresenta una cronaca puntuale della “marcia della morte” cui lei e le sue compagne di sventura furono costrette e che - tra SS, russi e civili in fuga - la condusse da Ravensbrück sino a Lubecca.
 

- Busta lettera di Fausta -

- Lettera di Fausta -

- Certificato di identità (fronte) -

- Certificato di identità (retro) -

- Busta indirizzata a Fausta -

- Lettera della madre a Fausta -

- Lettera della madre al comandante delle SS (1) -

- Lettera della madre al comandante delle SS (2) -

- Lettera della madre al comandante delle SS (3) -

- Documento Lubecca (fronte) -

- Documento Lubecca (retro) -

- Questionario (1) -

- Questionario (2) -

- Questionario (3) -

- Questionario (4) -

- Questionario (5) -

- Questionario (6) -

Edgardo Finzi (padre di Fausta)
Ferrara, 27 gennaio 1889 – Birkenau, 6 agosto 1944

- Documenti discriminazione (1) -

- Documenti discriminazione (2) -

- Documenti discriminazione (3) -

- Documenti discriminazione (4) -

- Documenti discriminazione (5) -

- Documenti discriminazione (6) -

- Documenti discriminazione (7) -

- Documenti discriminazione (8) -

- Documenti discriminazione (9) -

- Documenti discriminazione (10) -

- Documenti discriminazione (11) -

- Yad Vashem, Istituto Commemorativo -
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